"ARRIVANO I SARDI"

                     La rivista on line dei Ministi Sardi

      

                  il Giornale4 Mini

                                www.autoclub4mini.com

       A cura di 

      MIKI CAU

 >VERSO LE SPIAGGE DI BUGGERRU

Domenica 25/04/04 le Mini incontreranno le amiche 500 per una passeggiata verso la costa verde dove è ancora possibile ammirare paesaggi ricchi di fascino dove l'uomo non ha ancora messo le mani per farla diventare centro turistico di massa , si pranzerà al sacco, per protestare contro i ristoratori che bene si sono adeguati all'avvento dell'Euro rincarando le dosi,chi lo desidera prima potrà visitare le miniere della zona, ok allora a domenica sperando, almeno che il tempo ci sia propizio.

IL 31 DICEMBRE 05 è nato GABRIELE JHOANNES Nipote della nostra TESORIERA nonche' del nostro PRESIDENTE,futuro MINISTA, AUGURONI A PAPY E MAMY,anche ai nonni naturalmente.

IL 24/7/06 è nato LEON RICHARD nipote del nosro presidente,nonche'della nostra tesoriera ,futuro minista degno erede della dinastia MINI AUGURONI alla Mamma ed al papa'ed anche al nonno ciao a tutti .

 

   Il papà della Mini Cooper

La storia del marchio Cooper inizia alla fine degli anni '40. Mentre in tutta Europa tuonano i cannoni della Seconda Guerra Mondiale, il pioniere dei motori sportivi John Cooper fonda la Cooper Car Company. Iniziò con la produzione di piccole ma agguerrite macchine da corsa, e con la Cooper 500 entrò a pieno titolo nel mondo dei motori da corsa. Uno dei suoi primi piloti fu addirittura Stirling Moss.
Esattamente dieci anni dopo, alla fine degli anni '50, quando i piloti privati vincevano ancora le corse, la prima Cooper a motore posteriore correva con i grandi marchi come Ferrari, Maserati e BRM che scendevano in pista ancora con motori montati anteriormente. Era il 1958 quando Stirling Moss portò la prima macchina da corsa a motore posteriore (geometria adottata ancora oggi in Formula 1) a vincere una corsa del Campionato del mondo, e appena un anno dopo fu Jack Brabham ad aggiudicarsi il primo di due titoli mondiali costruttori di F1 per il marchio Cooper.

John Cooper, tuttavia, non è stato solamente attivo nelle gare di Formula. Negli anni '60 ottenne molti successi sia sulle piste che nel rally con la Mini Cooper derivata dal modello Mini di serie, come ad esempio i tre “Montecarlo” dal 1964 al 1967. Malgrado ciò, purtroppo, sebbene l’auto in questione fosse un grande successo commerciale, la produzione fu interrotta da BMC nel 1971 dopo aver raggiunto 150.000 unità. Ma John Cooper non si diede per vinto e comunque mantenne vivo il marchio Mini Cooper.

Per soddisfare la domanda crescente di vetture, negli anni ottanta Cooper ha prodotto kit di tuning e tutta una serie di accessori per trasformare la Mini nella Mini Cooper, che soltanto nel 1990 fu riportata in vita con il marchio Rover. La richiesta era rimasta elevata e John Cooper continuava così a produrre numerosi modelli speciali della sportiva Cooper S.

Nel West Sussex, John Cooper Works ha prodotto kit di tuning per motore e telaio della Mini classic fino alla fine della produzione. I potenti motori e la maneggevolezza leggendaria di queste Mini sono giunti fino ad oggi. Con la morte di John Cooper avvenuta nel 2000 un pezzo di storia delle corse se n'è andato, ma il suo nome sarà sempre associato allo sport e ai motori. E naturalmente alla Mini.






La Mini e il cinema

“Cazzo, cazzo, cazzo”, chi non ricorda le urla di Hugh Grant mentre al volante di una vecchia Mini corre a rotta di collo per assistere al primo matrimonio in "Quattro matrimoni ed un funerale"? O come dimenticare quella verdina di Mr.Bean protagonista di tanti suoi cortometraggi? Impossibile. D’altra parte però è facile scordare altre numerosissime interpretazioni della Mini, una vera Star: è stata l’auto di "The Avengers", una serie televisiva che durò per anni, l’auto della fortunata serie TV “The Prisoner” dell’attore-regista Patrick McGoohan, ma soprattutto la protagonista di “Italian Job”, del 1968. Qui le Mini Cooper effettuano un audace rapina nel bel mezzo del traffico di Torino, fra manovre mozzafiato, belle donne, grandi attori (Michel Caine, Noel Coward, Benny Hill, Rossano Brazzi e Raf Vallone) e auto da sogno come Aston Martin Db, Lamborghini Miura e Jaguar E-Type.

Poi c’è la Mini di “Uno sparo nel buio” con Peter Sellers e Britt Ekland, film della serie "La pantera rosa", quella di Paul Newman, che guida in un rally ne “Indianapolis pista infernale”, o le Moke usate dai cattivi in “Licenza di uccidere” con Sean Connery nei panni di James Bond o quelle con cui 007 in “Al servizio di sua maestà” gareggia su una pista di ghiaccio.
E non mancano ruoli minori in “Mimì metallurgico ferito nell’onore” di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini, in “Anna, quel particolare piacere” con Edwige Fenech, in “La polizia incrimina, la legge assolve” con Maurizio Merli, e in “Il cittadino si ribella” con Franco Nero. Celebre, infine, la parte della tipica ricca signora degli anni Settanta (ovviamente al volante dell’immancabile Mini) interpretata da Catherine Spaak in “Adulterio all’italiana” con Nino Manfredi.

Poche altre auto possono vantare una presenza così massiccia sul grande schermo: un chiaro esempio di come la simpatia della Mini abbia conquistato anche il cuore di registi e sceneggiatori. Resta da vedere ora come se la caverà la nuova Mini dell’era Bmw sul piccolo e sul grande schermo. Per ora l’unica presenza significativa la si deve a “Guidatore scelto" - lo spot dedicato alla sicurezza stradale che ha proprio la nuova Mini come protagonista ed è l'opera prima di Anna Agnelli. Lo spot è stato trasmesso fino a poco fa a rotazione a partire da Rai, La Sette, Telepiù e Stream per sensibilizzare il pubblico giovanile interessato al messaggio della sicurezza stradale. Il filmato, prodotto con il sostegno di Mini dalla Hi! Production di Milano e realizzato seguendo i nuovi indirizzi del Ministero della Salute per la sicurezza stradale e gli stili di vita, è prodotto e trasmesso in due versioni da 45 e 30 secondi.
"Guidatore scelto" mette in scena una serata tra quattro amici che scelgono la via del divertimento responsabile stabilendo con un'estrazione a sorte chi fra di loro non dovrà bere alcolici per affrontare con serenità il rientro a casa. Immagini dinamiche e dialoghi ammiccanti introducono con spigliatezza ed efficacia il tema della sicurezza stradale. Le inquadrature mostrano quattro ragazzi e la loro Mini Cooper bianca e rossa in un contesto urbano (la città è Bologna, scelta doppiamente emblematica per la tradizionale presenza di una folta popolazione universitaria e per la vicinanza alla riviera romagnola). Come inizio, non c’è male.







                                                                                                            

Si comunica ai Signori Soci che il Club 4 mini ha una nuova sede in ASSEMINI CORSO ASIA n 9/9a Con ampio locale dove se vorrete riunirvi per discutere sulle problematiche della mini da oggi potrete farlo. Nella sede inoltre e presente una officina attrezzata con un ponte sollevatore per eseguire da voi le vostre riparazioni, per chi non fosse in grado di farlo se vorrete vi verrà insegnato, se invece non vi passa neanche per la testa lo faremo noi per voi, nella sede inoltre potrete visionare delle videocassete sulla mini o sui raduni da noi fatti e documentati, inoltre si possono organizzare mangiate di sindria fresca, e tutto cio che la vostra fantasia vi suggerisce .Ragazzi questa è la vostra sede se tutti si collabora, diventeremo un grande CLUB secondi a nessuno . MIKI
Parlando di Fedeltà alla Mini, se parliamo anche d'amore per la mini allora parliamo di RINALDO SARIGU,  che nel 1972 ha acquistato il suo sogno, un meraviglioso Mini COOPER beige col tettino nero. Ancora oggi è in suo possesso, come nuovo. Per questo motivo il Club4Mini  ha insignito il signor Sarigu del premio fedeltà e gli ha consegnato la Tessera Oro del Club. La consegna è avvenuta in occasione dell'annuale cena di fine anno, da Abbey  Road, dove il Club si è riunito. Si è reso così omaggio ad un uomo che con la sua fedeltà ha reso grande l'orgoglio di tutti i soci, giovani e meno giovani,  ma accomunati da un unico amore: la MINI..        Un altro grandissimo amante della Mini è il "Professor" MARIO CANNAS,  possessore di una stupenda Mini fin dal 1970. Collezionista eccezionale,  ha raccolto centinaia di modelli Mini, riviste e filmati di ogni tipo,  andandoli a scovare in giro per il mondo. Può soddisfare la curiosità del più affamato appassionato di Mini con la sua vasta cultura, lui che ne ha fatto uno stile di vita, seguito anche da suo figlio Luca, possessore di uno splendido Sport Pack, che tratta come se fosse il suo migliore amico, anzi certamente lo è! Un grazie dal 4MINI Club per il supporto culturale eccezionale e raro che il professor CANNAS ci fornisce.

INTERNATIONAL MINI MEETING 2005

 

Si è appena concluso il Raduno International Mini Meeting che si è tenuto a Salou (Barcellona), in Spagna. Inutile dire che è stato tutto molto bello. Chi non ha partecipato si è perso qualcosa di unico e meraviglioso, incredibilmente coinvolgente e magico. A rappresentare l’Italia tot club Mini per un totale di cinquantasei soci. A rappresentare la Sardegna il nostro mitico Club 4 Mini, con la mini Rover “Scacco Matto” del presidente del club Michele Cau, accompagnato dalla figlia Margot, giovane e promettente minista. Il viaggio(Cagliari-Porto Torres-Marsiglia-Salou: andata e ritorno…milleottocento chilometri!), come ben sa chi conosce questa macchina, è stato lungo e un po’ faticoso, ma all’arrivo i “colleghi” provenienti da tutto il mondo hanno fatto sentire i nostri a casa propria. Erano presenti 103 club provenienti da Inghilterra, Australia, Francia, Germania, Norvegia, Danimarca, Polonia, Austria, Spagna, America, Olanda, Belgio, Lussemburgo e tanti altri. Per l’Italia dodici club agguerriti e gasatissimi! Tutti uniti dalla stessa passione per una scatoletta che ancora oggi non ha confronti, né rivali degni di nota. Ottocentonovanta auto ospitate dal Club Mini Cooper di Barcellona, che con una eccellente organizzazione ha reso irripetibile l’evento. Durante i quattro giorni di raduno ci sono state diverse gare interclub, lotterie a scopo benefico e passeggiate lungo le strade di Salou, tra la meraviglia degli spagnoli. Mare bellissimo, spiaggia pulita e servizi accoglienti hanno reso quei giorni indimenticabili. Al termine del raduno si è tenuta una riunione tra i presidenti dei vari club e dopo i ringraziamenti di rito e lo scambio dei doni-ricordo si è deciso di rivedersi nel 2006 in Polonia e nel 2007 in Danimarca. Il nostro club (www.autoclub4mini.com) ringrazia gli sponsor che hanno permesso questa bella avventura e dà appuntamento all’anno prossimo!

                                              Rita Marongiu

 Le notti Spagnole ormai sono un bel ricordo. Tutte le Mini che hanno partecipato al colossale International Mini Meeting ,stiamo parlando di 890 MINI, sono rientrate alle loro sedi sparse in tutto il globo, dopo aver letteralmente invaso la ridente cittadina di SALOU –TARRAGONA con le piccole scatolette, portando stupore e meraviglia. I Ministi col pianto nel cuore sono tornati a casa. Certo non scorderanno facilmente un raduno organizzato con maestria dal club Spagnolo MINI COOPER in un villaggio vacanze logisticamente perfetto; ha saputo dare tutto il supporto necessario al popolo Mini, inserendo serate all’insegna del divertimento e dell’allegria, con colossali abbuffate di Paella e tanto ben di dio, innaffiato da ottimo Rum offerto dagli sponsor, e poi complessi musicali che ricordavano i Beatles e rock a manetta, fino alle prime luci dell’alba, ed al rientro sveglia in piscina, e giu a capofitto a fare shopping tra i gazebo dei rivenditori di pezzi di ricambio, e gare inter-club di nuoto e pallanuoto. Il club 4 MINI Sardegna era presente solo con un equipaggio formato dal neo Presidente Michele Cau e dalla neo Segretaria Margot Cau. Gli italiani in complesso portavano sei club per un totale di 56 persone circa; purtroppo per il nostro settore gli sponsor non sono particolarmente attenti e così sentiamo di dovere un ringraziamento speciale a chi ha creduto in noi. Grazie quindi a L’Unione Sarda, La nuova Special Car e all’Agenzia Vilma Piroddi. Al prossimo IMM 2006 che si terrà in Polonia speriamo di essere piu numerosi; difficilmente il club Polacco eguaglierà quello del 2005 ma ci proveranno eccome! Memori della Spagna spero diano il massimo, tenendo conto che sono appena entrati nel sistema europeo. Vedremo! Arrivederci alla prossima avventura amici carissimi. Buona Mini a tutti!

MIKI CAU

Domenica 13 Marzo, sotto una cornice di splendido sole, ha avuto luogo l’ennesimo Raduno Mini e Mini Cooper “Cagliari-Las Plassas” con partenza alle ore 9 dal parcheggio Cine World di Cagliari.

Il club regionale 4 mini F.C.M. ha voluto nella gara di regolarità virtuale far tappa finale a Las Plassas (circa 50 km da Cagliari) dove si è svolta la manifestazione “I soldati e le armi medioevali del castello di Marmilla”. Gli organizzatori desideravano aggiungere alla  passeggiata storica dei mitici Mini anche un pizzico di cultura.

Il colorito corteo delle mini, composto da alcune Cooper Sport Pack, una Gt Traveller, auto commemorativa dei 25 anni, alcune Rover Cooper ed Innocenti Mini, ha avuto come apri pista, damigelle d’onore, auto prestigiose: due Lotus Elise.

La carrellata storica è stata salutata sia sulla strada che nei piccoli centri della Marmilla, dove la gente attirata dal rombo dei motori e dallo strombazzamento, agitando le braccia compiaciuta, dava segno di benvenuto.

Le mini prodotte per oltre 40 anni, sono conosciute, amate, quanto mai ricercate e accarezzate dai collezionisti  perché pietre miliari nell’evoluzione progettuale  dell’auto cittadina. Tracciare una breve storia di quest’auto non è facile: essa ha collezionato talmente tante vittorie in tutti i tipi di gare da entrare a far parte delle automobili leggendarie del mondo sportivo. Ricordiamo le 4 vittorie consecutive al Rally di Montecarlo, le vittorie nei campionati europei di velocità su pista, le vittorie nei cross e nelle ginkane.

Il Mini corteo dopo aver ricevuto i saluti del sindaco di Las Plassas, l’architetto Alessandro Melis, si è spostato nel viale sottostante al castello, dove è stata effettuata una fruttuosa visita fino a 274 metri sul livello del mare si è potuto godere uno spettacolare panorama in una giornata incantevole. Dopo aver consumato il pranzo al sacco si è trascorso del tempo in argomentazioni sportive, di meccanica e carrozzeria, in attesa della rappresentazione del combattimento tra armati medioevali condotto magistralmente dal gruppo “Memoria e Milites”. Il programma prevedeva anche un convegno con interventi di vari relatori, uno di questi è iscritto al club 4 mini, sulla storia della Marmille e del maniero di Las Plassas. A perenne memoria  è stata consegnata al sindaco, tra gli applausi degli astanti, una pergamena commemorativa ed un modello in scala 1:18 riproducente una mini cooper. I più pazienti, che hanno atteso la fine dei lavori sono stati premiati da un eccellente rinfresco: pane profumato, affettati diabolici, formaggi paradisiaci il tutto innaffiato da nettare poderoso. Conoscere la nostra storia guidando una mini è veramente il massimo. L’obbiettivo che l’associazione desiderava cogliere è stato raggiunto.

Mini saluti a tutti Mario Cannas               

                                                                                                                                 

                                                                                                                                                                                                   

 

 

 

 

 

                                                                                                

 

 

Innocenti 950 S


SCHEDA TECNICA

La più inglese delle spider italiane era targata Lambrate, Milano. Marca Innocenti, meccanica British Motor Corporation, disegno Ghia, carrozzeria Osi. Oggi potremmo definirla semplicemente il frutto di una sinergia internazionale, allora - siamo alle soglie degli anni Sessanta - era il risultato di un'insolita operazione finanziaria fondata sull'economia dei costi. L'idea venne alla Innocenti, famosa per i suoi tubi e, ai più, per lo scooter Lambretta. Sull'onda della ritrovata voglia di automobili degli italiani decise di produrre piccoli veicoli a quattro ruote, su licenza inglese. Cominciò con la berlina A40 e proseguì con la Spider 950. La meccanica della trasformabile sarebbe stata quella della Austin Healey Sprite "Frogeye", occhio di rana, il disegno, quello di un giovane progettista, Tom Tyarda, il futuro padre di tante De Tomaso e soprattutto della Ford Fiesta del 1976.

In pratica, nelle officine di Lambrate, arrivavano dalla Gran Bretagna i motori e la componentistica, dalla Osi di Torino, le scocche col telaio a piattaforma. Alla Innocenti non restava che assemblare il tutto e lanciare sul mercato la piccola sportiva a un prezzo decisamente concorrenziale.
Al Salone di Torino del novembre 1960, la Spider 950 fu presentata al prezzo di listino di un milione e 150 mila lire. Meno di una Giulietta Spider, che costava quasi due milioni, e meno anche della sua parente inglese, la Sprite, che stava invece sul milione e quattro. Bassa, filante, con un frontale sobrio e innovativo, una giusta dose di codine posteriori, come imponeva il gusto imperante: la nuova Innocenti si presentava sufficientemente elegante e molto apprezzabile. Le colorazioni erano quelle più in voga allora: blu, grigio, rosso, bianco e giallo.
La formula, piccola cilindrata, piccole dimensioni, basso costo e ottime rifiniture, solleticò immediatamente il pubblico italiano, soprattutto i giovani e le signore. Sulla sua scia, qualche anno dopo, ebbe successo la Fiat, con la 850 Spider e fece fiasco l'Autobianchi con la Stellina, la prima auto italiana, con carrozzeria in vetroresina, costruita in serie.

Erano anni di sperimentazioni e fantasia, il marketing era un'alchimia, i conti una cabala che spesso portava al rapido tramonto di molte aziende. L'Innocenti però sembrò azzeccare il gusto e le attese del tempo. Con la cura dei piccoli dettagli (oggi ci sembrerebbe uno scandalo la loro mancanza) colmò la differenza con le altre spider più blasonate. Il tettuccio, ad esempio, oltre che manovrabile stando seduti nell'abitacolo (nella Spider Alfa Romeo occorrevano una serie di operazioni in piedi) era in doppio strato di tela, quindi, più resistente all'acqua e al freddo, al contrario delle convertibili inglesi. Ma, cosa ancor più comoda, la 950, era finalmente dotata di un buon impianto di riscaldamento. E addirittura, cosa che nelle altre più spartane sportive non era stato nemmeno calcolato, aveva il sedile del pilota regolabile, l'accendisigari, la luce nel vano motore e il faretto della retromarcia...! Cosa desiderare di più da una macchina "aperta"? Beh, forse, la velocità, il brio: la Innocenti prima versione sfiorava i 140 chilometri orari ed era data per 43 cavalli a 5300 giri. Non molti. Un anno dopo, appena la Austin Healey potenziò i suoi motori, a Lambrate si misero subito all'altezza. Ma anche qui, con tre cavalli di più e, forse, cinque ulteriori chilometri di velocità massima, non si potevano pretendere guide mozzafiato. Nell'epoca del disastroso mito "da casello a casello", con le corse lungo la nuova Autostrada del Sole, l'Innocentina faceva più che altro la figura di una verginella. E questo fece desistere molti possibili acquirenti.

Inutile dire che lo spirito, tutto britannico, della piccola spider era completamente un altro. Ma tant'è. La nuova ulteriore fornitura di propulsori del '62, con rapporto di compressione portato a 9:1 e conseguente incremento di potenza a 50 cv, fu più che altro un placebo, in attesa di una seconda serie che si annunciava davvero grintosa. Va detto a questo punto, che l'avventura della 950 coincise con quello che potremmo definire il tramonto delle mitiche scoperte inglesi. La Mg Midget, nata da una costola della Sprite, stava per soppiantare la sua gemella Austin, in un clima di pacchetti azionari turbinanti e ridimensionamenti finanziari. Il boom economico, spingeva anche oltre Manica verso cilindrate importanti e clientele sportive di rango, leggi, facoltose. Le stesse che alla prima recessione economica avrebbero abbandonato anche quelle, provocando la nota crisi degli altri storici marchi del regno. Fatto sta che nel 1963, alla Innocenti, sballate le casse spedite dalla Bmc, si ritrovarono con lo stesso identico quattro cilindri in linea con monoblocco in ghisa, di prima. La cilindrata maggiorata a 1098 cc, era stata ottenuta variando il rapporto della corsa dei pistoni. Risultato: 58 cavalli e una manciata di brezza in più sui capelli. Una piccola rivisatazione estetica della vettura fu sufficiente a giustificare un nuovo nome “Innocenti S”, ma non a rilanciare la macchina che procedeva a piccole dosi di vendite, con picchi stagionali nei mesi di bella stagione. A parte la scrittina cromata sul cofano e le diverse borchie delle ruote, le uniche vere novità erano l’adozione dei freni a disco anteriori, il prezzo e l’hard top a richiesta. Un dettaglio, quest’ultimo, non trascurabile, dal momento che tre anni dopo, al solito appuntamento del Salone di Torino, quel tettino rigido divenne l’elemento di differenza della nuova “Innocenti C”. Si trattava infatti, di una coupé praticamente uguale alla spider. La sua produzione soppiantò la S dalle linee di montaggio di Lambrate. Costava circa centomila lire in meno: 1.190.000. Sembrava una svolta, ma sempre per la solita alchimia del marketing e la cabala dei numeri che dicevamo, si rivelò un mezzo fiasco. Nel 1969, quando anche le ultime otto spider rimaste in deposito vennero vendute, anche la C andò in pensione, senza che nessuno la rimpiangesse troppo. Il rimpianto, semmai, rimane per tutte quelle divertenti Innocenti aperte andate prematuramente dimenticate e quindi demolite: oggi sono pochi i modelli sopravvissuti all’oblio e quei pochi, per giunta, continuano a valere poco anche tra i collezionisti. Resta perciò un dubbio: la piccola spider Innocenti fu una macchina sbagliata, o soltanto incompresa?





 

Si rende noto che con una riunione straordinaria del consiglio direttivo richiesto dal presidente Serra Francesco per dare azione all'avvicendamento alla presidenza del Club 4 MINI per richiesta con dimissioni dello stesso Serra,Al suo posto subentra il SOCIO CAU MICHELE con funzione di amministratore unico,Il posto di V.P. resosi vacante verrà occupato non appena si stilerà una lista di partecipanti eleggibili,e inoltre neccessario per sua richiesta occupare anche il posto del segretario,gli aspiranti diano la loro disponibilità direttamente all'ufficio in sede .........Attenzione Si comunica che il Presidente del AC4M mette a disposizione l'impianto di meccanica e Tappezzeria con lo stesso trattamento anche a tutti i soci del Club 500Sardegna ,per preventivi rivolgersi direttamente in CORSO ASIA N°9 ad ASSEMINI sede del 4 MINI CAU MICHELE;                     

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